La tribal belly dance non si risolve in uno stile univoco di danza ma costituisce in realtà un’ampia categoria la cui creazione originaria è attribuita a Jamila Salimpour, la quale iniziò a promuovere, a partire dagli anni 60, una danza basata sulla fusione tra movimenti derivanti dalle tradizioni folcloristiche del medio oriente e del nord Africa.

Jamila presentò e promosse questo stile attraverso la compagnia “Bal Anat” che comprendeva al suo interno musicisti, cantanti e ballerine.
Fu lei che iniziò a catalogare e codificare i movimenti di questa danza creando inoltre una terminologia dei movimenti basilari che ancora oggi costituisce la base per il repertorio Tribal in generale e per l’ATS (American Tribal Style) nello specifico.

Con il passare del tempo lo stile Tribal si evolve e inizia a trarre ispirazione anche dalle danze classiche tradizionali come la danza Bhangra, Bharata Natyam, Flamenco e più di recente anche le danze polinesiane e quelle dell’Africa occidentale senza dimenticare la danza mediorientale tradizionale e il Raqs Sharki.

Da qui prendono le mosse i diversi stili presenti oggi:
– ATS (American Tribal Style)

L’American Tribal Style ® (ATS) nasce nel 1987 a San Francisco, sulle ceneri della Classical Tribal dance e della Californian Tribal dance, due forme di danza nate ancor prima degli anni settanta, di cui si ricorda il famoso gruppo “Bal Anat”, fondato da Jamila Salimpour (madre di Suheila). Queste forme di danza nacquero come contrapposizione alla diffusione del Bellydance Cabaret, dove la danza del ventre diveniva sempre più forma di intrattenimento commerciale, perdendo il suo valore artistico.
Caroleena Nericcio, nel 1987 appunto, getta le basi di quello che sarà lo stile tribale americano, formato da un codice di passi che permette alle componenti di uno stesso gruppo di poter danzare improvvisando, creando così una collaborazione all’interno del gruppo stesso, dove tutte le componenti possono essere leader e proporre la propria danza alle compagne. Non esiste più la figura della coreografa, tutte le componenti del gruppo vengono invitate a turno ad improvvisare la loro danza, mentre le rimanenti potranno seguire la leader grazie ad un vocabolario fatto di segnali appositi.
Lo stile di Caroleena Nericcio, Fat Chance BellyDance® (FCBD) è conosciuto in tutto il mondo come il precursore di tutti gli stili che sono seguiti dagli anni novanta in poi, fino ad arrivare allo stile Tribal Fusion.
L’ATS compie un viaggio che dall’India passa nel Medio Oriente, poi nei paesi nordafricani, fino ad arrivare alla Spagna. L’abbigliamento ha come base il colore nero, accompagnato poi da un’esplosione di colori negli accessori come i turbanti, i fiori, le gonnellone a balze, choli indiani, cinture afgane, pon pon berberi. I gioielli sono afgani o pakistani, decorati con vetri e pietre colorati, il trucco è accompagnato da finti tatuaggi (tribali) sul volto, vengono usati i cimbali come strumento musicale. Tutto richiama lo stile etnico, radicato alla Madre Terra.

Le movenze dell’ATS provengono:

  • dalla Danza Orientale per fianchi, busto e spalle,
  • dalle Danze di Foklore del Nord Africa per fianchi
  • dal Flamenco e dalla Danza Indiana classica per le braccia e le mani
  • dalla Danza Indiana per alcune posizioni dei piedi
  • dalla Danza Orientale per l’uso dei cimbali (usati quasi sempre)

L’ATS risulta essere molto elegante nei movimenti, ma complessa nel suo insieme.
Si esegue solo sull’improvvisazione e solo in alcuni casi viene utilizzata la coreografia, in genere in spettacoli importanti e con molto spazio a disposizione.
Dovendo improvvisare, si utilizza un sofisticato vocabolario di segnali per comunicare durante la danza. Questi segnali possono essere gesti fatti con le braccia, la testa, le mani o suoni vocali.

Tutte le danzatrici hanno il loro momento di visibilità, poiché a turno ogni danzatrice diventa la leader del gruppo e comunica alle altre i movimenti da effettuare.

Giovedì dalle 19:30 alle 21:00

Palestra Don Bosco (primo piano) – entrata via Oberdan – Pordenone

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